Migliori Alternative ad Adsense nel 2019

Guadagnare attraverso la promozione pubblicitaria

Grazie allo sviluppo di internet qualunque blog oppure sito web può essere utilizzato per il posizionamento di annunci. Gli utenti possono mettere a disposizione delle aziende questi spazi e ottenere una retribuzione a seconda del traffico generato.

La modalità maggiormente usata è il pay per click, così da percepire un determinato importo ogni volta che il banner oppure il link viene cliccato. In alternativa la retribuzione consiste in una percentuale sulle vendite realizzate attraverso l’ID.

In pratica, gli utenti devono accedere al sito aziendale oppure alla piattaforma e-commerce cliccando sul link o sul banner promozionale ed effettuare un acquisto utile. L’ammontare dei guadagni varia in base a diversi elementi, come la qualità della pagina, la rilevanza dei contenuti, l’ampiezza del bacino di utenza di riferimento e il posizionamento.

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Inoltre la retribuzione è diversa da un’azienda a un’altra. In questo specifico ambito della promozione pubblicitaria svolgono un ruolo sempre più importante le grandi piattaforme che fungono da intermediario tra l’advertiser e l’editore.

Una delle soluzioni maggiormente diffuse è rappresentata da Google AdSense: i blogger e i proprietari di siti web possono iscriversi per guadagnare inserendo nelle pagine inserzioni pubblicitarie (link promozionali oppure banner) in linea con l’argomento trattato.

Inoltre questo strumento può essere applicato anche ai dispositivi mobile, i giochi e le app. Si applica la modalità pay per click e gli annunci pubblicitari possono essere personalizzati dal punto di vista della grafica e del colore per adattarsi al meglio al sito web.

Un programma complementare risulta essere Google AdWords. Si tratta di una soluzione adatta anche ai blog di piccole dimensioni, tuttavia bisogna tenere a mente che Google AdSense effettua controlli sia al momento della registrazione dei publisher che successivamente per assicurare la qualità del servizio. Di conseguenza è possibile essere sospesi se non si rispettano le linee guida.

Quali sono le migliori alternative ad AdSense

Google svolge un ruolo di primo piano nella promozione pubblicitaria perché è anche il più diffuso e conosciuto motore di ricerca al mondo. Di conseguenza sfrutta la visibilità e la reputazione conquistata tra gli utenti, così da raggiungere circa l’80% delle persone che utilizzano internet.

Il servizio AdSense ricopre una posizione avanzata anche tra le modalità pay per click, tuttavia esistono valide alternative a questa soluzione. Infatti Google AdSense prevede rigide regole e condizioni, quindi numerosi publisher optano per una fonte di guadagno diversa. Tra le alternative ad AdSense si ricordano:

Payclick. Presente sul mercato italiano a partire dal 2006, questo network di web advertising prevede differenti modalità di remunerazione (pay per mille click, pay per load e pay per click) a seconda delle forme di promozione e marketing adottate.

Infatti son presenti l’email direct marketing, i banner per impression e i banner per click. Tuttavia, a causa della formattazione del sistema, l’utente è obbligato a escludere quotidianamente le nuove campagne pubblicitarie inserite a cui non desidera partecipare e che vengono caricate in maniera automatica;

BuySellAds. Si caratterizza per una buona diffusione in Italia e mette a disposizione campagne pubblicitarie e modalità di remunerazione adatte a ogni contesto e settore. Infatti la promozione può avvenire tramite tweet, impression, banner e spazi pubblicitari. Il sistema presenta una notevole semplicità perché i siti vengono ripartiti in schede, così da avere una panoramica generale sul numero mensile dei visitatori, la quantità delle impressioni, le proposte disponibili e i prezzi dei banner (variabili a seconda della loro grandezza).

BuySellAds si caratterizza per assicurare un elevato livello di sicurezza e il publisher può personalizzare i banner per grafica, dimensioni e contenuto in modo che siano perfettamente in linea con gli argomenti e la struttura del sito web nel quale vengono inserti.

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Di conseguenza possiede un totale controllo su questi sazi pubblicitari. Tuttavia le modifiche possono avvenire soltanto mensilmente ed è necessario adeguare periodicamente il prezzo dei banner per essere competitivi sul mercato. Altri aspetti da tenere in considerazione sono il fatto che la piattaforma trattiene una commissione del 25% sui guadagni dell’utente e che possono iscriversi soltanto i siti che registrano almeno 50.000 visite al mese;

LinkWeLove, in grado di combinare le funzioni di native advertising e quelle di content marketing. In questo modo i contenuti sponsorizzati vengono inseriti all’interno di quelli del sito stesso. L’installazione viene eseguita adottando un widget di WordPress e si caratterizza per essere molto semplice e veloce. In pratica, sul sito internet oppure sul blog affiliato vengono posizionati box di promozione pubblicitaria che trattano di servizi o prodotti in linea con gli argomenti e i contenuti della pagina in questione.

Il principio adottato è quindi la content recommendation, così da attirare l’attenzione del lettore ed evitare il rischio che la strategia marketing sia percepita come invasiva. Sull’interfaccia si può visualizzare il numero di visitatori, però non sono previste informazioni aggiuntive.

Comunque il sistema è veloce e aggiornato periodicamente. Per evitare che la partecipazione alla campagna pubblicitaria provochi delle penalizzazioni da parte dei motori di ricerca i link esterni integrano la funzione nofollow.

Uno svantaggio di LinkWeLove è rappresentato dal fatto che la soglia minima di pagamento è molto elevata (100 euro), mentre il costo per click è 8 centesimi. Si possono ottimizzare i guadagni integrando questa piattaforma con AdSense, tuttavia questa soluzione non è adatta ai blog e ai siti web (ma anche alle stesse pagine) che registrano poche visite giornaliere.

I programmi di affiliazione

Un’altra valida alternativa ad AdSense è rappresentata dai programmi di affiliazione sviluppati dalle grandi piattaforme e-commerce, ad esempio eBay e Amazon. In questo caso i publisher devono registrarsi all’affiliate network e promuovere servizi e prodotti sulle proprie pagine web inserendo link, banner e link speciali.

Il rimando può essere ai risultati di ricerca, a un prodotto specifico oppure a una categoria merceologica. I guadagni vengono calcolati sulle vendite utili generate dall’ID (il cliente deve accedere alla piattaforma cliccando sul link oppure sul banner ed effettuare un acquisto) e sono una percentuale delle commissioni percepite dallo stesso e-commerce.

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